Esche e bocconi avvelenati

Le esche avvelenate sono vietate e chi le usa rischia sanzioni e una condanna penale. Cosa fare se il tuo animale ne mangia una o se ne trovi una per strada.

Esche e bocconi avvelenati

Bocconi di carne o di pane con dentro veleno, lumachicida, topicida, vetri, chiodi o ami: le esche avvelenate vengono lasciate in parchi, campagne, giardini e lungo le strade per colpire cani, gatti e animali selvatici. Sono un pericolo per tutti, anche per i bambini, e possono contaminare l'ambiente.

Chi prepara o lascia un'esca avvelenata non sa chi la mangerà: spesso a morire sono i cani durante la passeggiata, i gatti delle colonie, i rapaci, le volpi e gli animali che si nutrono delle carcasse. Per questo la legge vieta le esche avvelenate e prevede una procedura precisa quando si sospetta un avvelenamento.

Aspetti legali

Il divieto. Un'ordinanza del Ministro della Salute (Ordinanza 8 agosto 2025, prorogata dall'Ordinanza 16 luglio 2026 fino ad agosto 2027) vieta a chiunque di preparare, miscelare, abbandonare o usare in modo improprio esche e bocconi contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetro, plastica, metalli o materiale esplodente, e di detenere queste sostanze a tale scopo. Chi viola il divieto rischia una sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro. Anche la legge sulla caccia vieta di usare esche o bocconi avvelenati (art. 21, comma 1, lett. u, legge 11 febbraio 1992, n. 157).

I reati. Se l'esca uccide o ferisce un animale, chi l'ha messa risponde di uccisione di animali (art. 544-bis c.p., reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 5.000 a 30.000 euro) o di maltrattamento (art. 544-ter c.p., reclusione da sei mesi a due anni e multa da 5.000 a 30.000 euro). Le pene aumentano se le vittime sono più animali (art. 544-septies c.p.). A seconda dei casi possono configurarsi anche altri reati, ad esempio contro la salute pubblica o l'ambiente.

La procedura in caso di sospetto avvelenamento. L'ordinanza stabilisce chi deve fare cosa:

  • il proprietario dell'animale, o chi lo ha in custodia, si rivolge a un medico veterinario;
  • il veterinario che sospetta un avvelenamento lo segnala sul portale nazionale degli avvelenamenti, che avvisa automaticamente il Sindaco, il servizio veterinario dell'ASL e l'Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS); la carcassa, i campioni e le eventuali esche sono inviati all'IZS per le analisi;
  • l'IZS esegue gli esami e, se l'avvelenamento è confermato, informa le autorità competenti, tra cui i Carabinieri forestali;
  • il Sindaco, entro 48 ore dal referto dell'IZS che conferma o non esclude l'avvelenamento, deve avviare la bonifica dell'area, segnalarla con appositi cartelli e chiedere di intensificare i controlli.

Chiunque trovi un'esca sospetta può segnalarla all'ASL o alle forze dell'ordine.

Cosa puoi fare

1. Se pensi che il tuo animale abbia mangiato un'esca

Vai subito dal veterinario, anche se l'animale sembra stare bene: alcuni veleni agiscono dopo ore o giorni. Segni frequenti sono vomito, salivazione abbondante, tremori, convulsioni, difficoltà a respirare, debolezza, sangue nelle feci o nelle urine. Non provocare il vomito di tua iniziativa e non somministrare rimedi casalinghi. Se puoi, porta con te i resti dell'esca o del vomito in un sacchetto chiuso.

2. Chiedi al veterinario di fare la segnalazione

Il veterinario è tenuto a segnalare il sospetto avvelenamento. Se l'animale muore, la carcassa va inviata all'Istituto zooprofilattico per l'autopsia e le analisi: è il modo per accertare il veleno, attivare la bonifica della zona e permettere le indagini.

3. Se trovi un'esca sospetta

Non toccarla a mani nude e tieni lontani bambini e animali. Fotografala insieme a un riferimento del luogo, annota l'indirizzo preciso, la data e l'ora, e segnalala subito:

  • al servizio veterinario dell'ASL;
  • alla Polizia Locale;
  • ai Carabinieri (112), anche tramite i Carabinieri forestali;
  • alle guardie zoofile.

Se non riesci a far intervenire nessuno e c'è un pericolo immediato, raccogli l'esca con guanti e un sacchetto chiuso e consegnala alle autorità, spiegando dove l'hai trovata.

4. Presenta una denuncia

Se un animale è stato ucciso o ferito da un'esca, puoi presentare una denuncia ai Carabinieri, alla Polizia di Stato o alla Polizia Locale, allegando il referto del veterinario e dell'IZS, le foto e le informazioni su eventuali sospetti (ad esempio minacce ricevute o episodi precedenti nella stessa zona).

5. Avvisa gli altri

Informa i vicini, le altre persone che portano a spasso il cane nella zona e chi accudisce le colonie feline. Se il Comune non ha ancora messo i cartelli, puoi chiedere che venga fatto, citando l'ordinanza ministeriale.

Approfondimenti

Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.

Perché le analisi sono importanti. Senza un'autopsia e le analisi di laboratorio è quasi impossibile dimostrare che un animale è stato avvelenato, quale sostanza è stata usata e se ci sono altri casi collegati nella stessa zona. Ogni segnalazione contribuisce anche alla mappa nazionale degli avvelenamenti, che aiuta a individuare le aree più colpite.

Chi rischia. Oltre ai cani e ai gatti, le esche avvelenate uccidono molti animali selvatici, compresi rapaci e altre specie protette, che si nutrono delle esche o degli animali morti avvelenati. Le esche sono pericolose anche per i bambini che giocano nei parchi.

Le derattizzazioni. Le operazioni contro i topi e gli insetti infestanti sono consentite se svolte da ditte specializzate, che devono usare i prodotti in modo da non mettere in pericolo le persone e gli altri animali.

Risorse esterne

Scheda a cura di: Animal Law Italia.

Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.

Ultimo aggiornamento: 15/10/2026.

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