Animali esotici

Rettili, pappagalli, ricci africani: cosa prevede la legge sugli animali esotici tenuti in casa, quali specie sono vietate e cosa fare se ne vedi uno detenuto male.

Animali esotici

Rettili, pappagalli, ricci africani, petauri dello zucchero, scimmie: gli animali di specie esotiche sono sempre più presenti nelle case, nei negozi e nelle fiere. Molte di queste specie hanno esigenze fisiche e comportamentali che è molto difficile, se non impossibile, soddisfare in un appartamento: temperatura e umidità precise, ampi spazi, un'alimentazione specifica, la compagnia dei propri simili, cicli di luce e di riposo diversi dai nostri.

Il commercio di animali esotici ha anche altre conseguenze. Molti esemplari vengono catturati in natura, impoverendo popolazioni già minacciate. Alcune specie possono trasmettere malattie all'uomo (zoonosi). E gli animali abbandonati o fuggiti possono diventare specie invasive, che danneggiano gli ecosistemi e la fauna locale.

Aspetti legali

Il divieto per gli animali prelevati in natura. Il decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 135, in vigore dal 27 settembre 2022, vieta di importare, detenere, commerciare e far riprodurre animali vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati in natura, e i loro ibridi (art. 3). Fanno eccezione, tra gli altri, i giardini zoologici autorizzati, gli stabilimenti di ricerca e le specie inserite in un elenco approvato con decreto ministeriale (art. 5), aggiornato da ultimo con il decreto del 18 dicembre 2025 (Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio 2026).

Le specie pericolose. Le specie che possono costituire un pericolo per la salute e l'incolumità pubblica non possono essere detenute nemmeno se nate in cattività (art. 4 del d.lgs. 135/2022). In attesa del nuovo elenco previsto dal decreto, vale ancora quello dell'Allegato A del decreto ministeriale 19 aprile 1996, che comprende, ad esempio, grandi felini, molti primati, coccodrilli e serpenti velenosi. Chi detiene questi animali in violazione del divieto rischia l'arresto fino a sei mesi o un'ammenda da 20.000 a 150.000 euro, e la confisca dell'animale (art. 14).

Chi aveva già l'animale. Gli animali acquistati legalmente prima dell'entrata in vigore del divieto possono essere tenuti fino alla loro morte naturale, a condizione che non si riproducano, che non possano fuggire e che ne sia garantito il benessere (art. 6). La violazione è punita con una sanzione da 1.000 a 5.000 euro.

Le specie protette (CITES). Il commercio delle specie protette dalla Convenzione di Washington (CITES) richiede documenti specifici, che devono accompagnare l'animale anche dopo l'acquisto. Le violazioni sono punite dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150.

Le specie invasive. Alcune specie, come la tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta) e il procione, sono considerate invasive dall'Unione europea: è vietato tenerle, farle riprodurre, venderle e liberarle in natura (Regolamento UE 1143/2014 e decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 230). Chi le possedeva prima del divieto e lo ha comunicato al Ministero può tenerle fino alla loro morte, purché non si riproducano e non possano fuggire.

Maltrattamento e abbandono. Le norme del Codice penale contro il maltrattamento (art. 544-ter c.p.) e contro l'abbandono e la detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell'animale (art. 727 c.p.) valgono per qualsiasi animale, quindi anche per quelli esotici. Liberare un animale esotico in natura è abbandono, oltre che un danno per l'ambiente.

Cosa puoi fare

1. Prima di prendere un animale esotico, informati (e ripensaci)

Chiedi da dove viene l'animale, se è nato in cattività e quali documenti lo accompagnano. Informati sulle sue esigenze reali e su quanto vive: molte specie vivono decine di anni. Se non puoi garantire per tutta la sua vita l'ambiente di cui ha bisogno, non prenderlo.

2. Se hai già un animale esotico

Garantiscigli le cure di un veterinario esperto in animali esotici, evita che si riproduca e che possa fuggire. Non liberarlo mai in natura: se non puoi più tenerlo, rivolgiti a un centro di recupero o a un'associazione.

3. Se vedi un animale esotico detenuto male

In un negozio, a una fiera o da un privato: documenta la situazione con foto e video, senza entrare in proprietà private. È utile il metodo delle tre fotografie:

  • una foto da lontano, che mostri dove si trova l'animale;
  • un primo piano dell'animale e della gabbia, della teca o della vasca;
  • un primo piano con un riferimento per le dimensioni (una mano, una persona, un oggetto noto).

Non tagliare le immagini: devono mostrare per intero la gabbia o la vasca. Un video è ancora meglio. Annota data, ora e indirizzo.

4. Non prendere l'animale da solo

Gli animali esotici possono mordere, graffiare o trasmettere malattie, e vanno maneggiati e trasportati con le giuste precauzioni. Lascia che intervengano le autorità.

5. Segnala alle autorità competenti

  • Carabinieri (112), in particolare il Raggruppamento Carabinieri CITES, competente per le specie protette e pericolose.
  • Servizi veterinari dell'ASL, per le condizioni sanitarie e di benessere.
  • Polizia Locale, soprattutto se l'animale è fuggito o è stato abbandonato.
  • Guardie zoofile, che possono ricevere segnalazioni e intervenire.

Se trovi un animale esotico libero (una tartaruga in un laghetto, un serpente in giardino), non toccarlo e chiama il 112 o la Polizia Locale.

Approfondimenti

Questa sezione contiene informazioni più dettagliate, che possono essere utilizzate come base di partenza per approfondire la tematica.

Quanti sono. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, nelle case italiane vivono circa 2,7 milioni di rettili e anfibi. A questi si aggiungono uccelli esotici, piccoli mammiferi e pesci tropicali.

Una vita difficile in casa. Uno studio britannico (Warwick e altri, 2012) ha stimato che fino al 75% dei rettili tenuti come animali da compagnia muoia entro il primo anno. È una stima, ricavata dai dati sulle importazioni, ma indica quanto sia difficile garantire a questi animali le condizioni di cui hanno bisogno.

Due esempi. Il petauro dello zucchero, venduto come «animale da coccole», in natura vive in grandi gruppi familiari, è notturno e plana da un albero all'altro: la luce del giorno e i rumori di casa ne sconvolgono i ritmi. L'ara gialloblu vola ogni giorno per decine di chilometri e la sua popolazione in natura è in calo anche per il prelievo destinato al mercato degli animali da compagnia.

Zoonosi. Molte malattie emergenti nell'uomo hanno origine animale. Il contatto con animali esotici, soprattutto se catturati in natura o tenuti in condizioni igieniche scarse, può trasmettere malattie come la salmonellosi (frequente nei rettili) e la psittacosi (negli uccelli).

Risorse esterne

Scheda a cura di: Animal Law Italia.

Revisione: Avv. Alessandro Ricciuti.

Ultimo aggiornamento: 15/10/2026.

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